UHQ:
Oltre a disegnare, lei ha scritto anche diverse storie di fumetti.
Preferisce disegnare i suoi argomenti o quelli di altri autori ?
Toppi:
Non c’è dubbio: preferisco le mie sceneggiature, ma anche quelle di
altri, non ho problemi.
UHQ:
Chi è il migliore sceneggiatore con cui ha lavorato ?
Toppi:
Ho lavorato molto bene con Mino Milano, lo scrittore di Pietro Micca.
Un’altra bella compagnia è stata con (Gino) D’Antonio, altro
ottimo sceneggiatore. I due sono molto importanti.
UHQ:
Cosa prova un disegnatore italiano a lavorare per l’editrice
francese Larousse su alcuni capitoli della Storia di Francia a fumetti
e su La scoperta del Mondo ?
Toppi :
Era un lavoro di un certo livello. Oltre a me stesso, sono stati
chiamati altri italiani ottimi come (Dino) Battaglia e (Guido)
Buzzelli a lavorare ai disegni, perché il nostro Paese aveva ottimi
artisti.
UHQ:
Lei ha lavorato per diversi paesi europei: qual è secondo lei, oggi,
il miglior mercato in Europa per i fumetti?
Toppi:
Con certezza è la Francia. Parecchi dei miei lavori sono stati
pubblicati lì, da una editrice che si chiama Mosquito, che edita
parecchie delle mie cose. Penso che ora come ora sia il miglior
mercato del mondo.
Anche
gli USA devono essere un buon mercato, ma non posso affermarlo, perché
non lavorerò mai per loro.
UHQ:
Le piacerebbe lavorare con qualche artista in special modo ?
Toppi:
No, non penso. Non mi piace dividere il lavoro con altri. Perciò non
desidero farlo.
UHQ:
Come vede l’invasione dei manga in Italia e nel mondo? Le piace
questo genere ?
Toppi:
Non mi piace. I fumetti hanno sempre dei fenomeni che scompaiono. Ma
non direi che i manga siano passeggeri, perché esistono da parecchio
tempo; e se durassero cento anni non potremmo affermare che siano
stati passeggeri. (ridendo) Non li leggo, non li guardo, non
m’interessano.
UHQ:
Cosa ha pensato disegnando un personaggio classico del fumetto
italiano come Nick Raider ?
Toppi:
È stata una ulteriore esperienza della mia carriera, perché Bonelli
è sempre Bonelli. Penso che sia stato molto importante avere fatto
questo lavoro, pur sapendo che sarebbe stato limitato dal numero di
riquadri che l’editrice impone per ogni pagina. Ritengo sia
un’esperienza che un artista, se può, debba provare.
UHQ:
Dato che lei è amico di Sergio Bonelli, sarà stato certamente
invitato a fare qualche Texone (in Brasile: Tex Gigante). C’è
qualche speranza di poterne vedere uno a firma Sergio Toppi ?
Toppi:
Fare un Texone non è certo uno scherzo. È un lavoro molto intenso.
Sono quasi 300 pagine. Ma è una possibilità, chissà…
UHQ:
Lei ha ottenuto premi importanti nella sua carriera, sia come
disegnatore che come illustratore, come per esempio Yellow Kid (1975)
o Caran d’Ache (1992) e l’A.N.A.F.I. (1992) tra gli altri. Secondo
lei, qual è il più importante ?
Toppi:
Beh, forse Yellow Kid, perché devo dire che allora è stato una
sorpresa per me; e mi ha fatto proprio un gran piacere prenderlo
UHQ:
C’è qualche personaggio un particolare che le piacerebbe disegnare
?
Toppi:
In questo momento non saprei dire. Non me ne viene nessuno in mente.
UHQ:
Com'è stato lavorare con Giancarlo Berardi in Julia #11 ?
Toppi:
Più o meno come per Nick Raider, perché è un altro titolo della
Bonelli. Bisogna rimanere sempre entro un certo limite, da rispettare
assolutamente. Il disegnatore ha meno libertà, ma se accetta di
lavorare per quello che è stato contrattato deve accettare anche
queste condizioni.
UHQ:
Che cosa pensa dei fumetti americani e dei Super Eroi ?
Toppi:
Non sono un gran lettore di fumetti, perciò non me ne interesso.
UHQ:
Ma se la invitassero a disegnarne qualcuno ?
Toppi:
Se m’invitassero ? Non so, non ci ho mai pensato. Ma è un lavoro
come un altro.
UHQ:
Il suo lavoro preferito?
Toppi:
Il mio lavoro preferito e il prossimo che farò
UHQ:
Qual è la sua relazione con il personaggio di Martin Mystère? E il
CD-Rom di M. Mystère, I Segreti del Po, di Leonardo Studio?
Toppi:
Io ho fatto una storia per un album specifico lanciato dalla Bonelli.
Dopodiché ho fatto il CD-Rom. Tutto qua. Semplicemente un lavoro come
un altro.
(Nota
di Julio Schneider per UHQ: la idealizzazione, il progetto grafico e
la direzione artistica del CD-Rom – in cui erano inseriti anche dei
giochi – sono di Fabrizio Gallerani, del sito italiano
UBC
Fumetti)
UHQ:
È da poco uscita in Italia un’edizione su Vivaldi, in cui lei ha
disegnato una storia. Ha dovuto fare molte ricerche per realizzarla?
Toppi:
Sì, certamente, perché era un racconto d’epoca, e, per cose di
questa portata, una buona ricerca è indispensabile. Ed io l’ho
fatta. Oltretutto, a me piace molto la sua musica. Gli altri
disegnatori dell’album (nota di UHQ: Maurizio Ribichini, Lorenzo
Sartori, Giancarlo Alessandrini, Alarico Gattia) sono veramente bravi.
UHQ:
Qui in Brasile, nel 1978, è uscito L’Uomo del Nilo (con riedizione
del 1987), che lei ha fatto per la collezione Un Uomo, Un’Avventura.
Questi album esigono molta ricerca visiva? Le piace quando deve fare
qualcosa del genere?
Toppi:
I lavori per la Bonelli esigono sempre un lavoro di ricerca
preventiva. Ma questo è quasi ovvio se si vuole un prodotto buono, se
si vuole fare una storia in modo professionale.
Ogni
volta che vengo contrattato per un lavoro cerco di eseguirlo nel
miglior modo possibile. Il mio stile è di fare molte investigazioni e
ricerche; e non confidare solamente in quanto mi viene detto su questo
o quell’argomento. E soprattutto, quando lavoro con un altro
sceneggiatore, cerco di inseguire le informazioni, per controllare se
non avesse dimenticato di inserire qualche cosa. Lo faccio per conto
mio, e inserisco il dato nella storia.
UHQ:
Com’è il mercato del fumetto in questo momento in Italia? È vero
che c’è crisi ?
Toppi:
Non è un momento entusiasmante. Oggi è un pò stazionario, senza
contare i titoli della Bonelli che vanno bene, credo.
Oggi
non c’è più la gran varietà di generi d’alcuni anni fa.
UHQ:
Cosa dobbiamo aspettarci per i prossimi anni? Può dirci qualcosa su
qualche altro progetto in cui sta lavorando?
Toppi:
Sto facendo per la Francia il secondo volume delle Mille e una Notte.
Non appena avrò terminato inizierò altre cose che mi proporranno.
UHQ:
Per piacere, un messaggio per i lettori brasiliani.
Toppi:
Spero che possano conoscere i fumetti italiani e che li leggano
moltissimo, perché così li vendiamo e siamo tutti contenti
(ridendo). Lo dico perché sarebbe bene che i fumetti abbiano maggiore
penetrazione in questo mercato.
Una
cosa che ho notato nella conferenza che ho tenuto alla Fundação
(Fondazione) Torino (Nota di UHQ, di Julio Schneider: si tratta di
un’istituzione culturale sita in Belo Horizonte, che mantiene anche
l’Istituto Italo-Brasiliano, uno dei sostenitori del FIQ. È una
scuola “bi-culturale”, creata negli anni ’70 per le necessità
dei figli degli ingegneri italiani venuti a lavorare nell’impianto
della FIAT, che mantiene l’ente), è che i ragazzi conoscevano
solamente Monica, un fumetto classico brasiliano, e un pò di manga.
Il gusto del pubblico non si discute, ma a quell’età di 13, 14 anni
gli alunni avrebbero già potuto cominciare a leggere altre cose, come
i fumetti della Bonelli, per esempio.
Ad
un certo punto stavo parlando dell’importanza dei fumetti come
strumento educativo e ho menzionato i Bandeirantes. Mi sono accorto
che i ragazzi non sapevano di cosa stavo parlando, allora glieli ho
disegnati, con i loro cappelli grandi, e ho spiegato loro che si
addentravano nelle foreste eccetera…
In
Italia sappiamo parecchio del vecchio West, perché c’è una storia
a fumetti come Tex in cui c’è stata a monte molta ricerca di
sceneggiatura e di disegno e riportava molte cose interessanti.
Durante quella lezione ho notato che i ragazzi conoscevano ben poco
della storia della loro nazione.
Per
questo credo che i fumetti in Brasile dovrebbero essere concepiti
anche come strumento per diffondere meglio la cultura del Paese.
Occorre usarli in questo senso.
Vedere
Più:
Parte
1/2
- Parte 2/
2
Em
tempo:
Un
ringraziamento speciale al lettore Luciano Ramos, appassionato al
lavoro di Sergio Toppi, che ci ha inviato parecchie immagini
dell’opera dell’Autore.
Galeria
L’italiano
Sergio Toppi è stato una delle grandi sorprese del 3° Festival
Internazionale di fumetti di Belo Horizonte. In questa intervista
esclusiva a Universo HQ, ci ha parlato dei momenti importanti della
sua carriera, l’importanza della ricerca per il disegno, ed altro
ancora.
Testi originale:
www.universohq.com/quadrinhos/2003/entrevista_sergio_toppi.cfm
www.universohq.com/quadrinhos/2003/entrevista_sergio_toppi2.cfm
*
Di
Sidney Gusman e
Sergio Codespoti
- www.universohq.com.br
*
Traduzione
all’italiano Giovanni Petino
(corrispondente Portale TEXBR, Milano, Italia).
* Revisione
Julio Schneider
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