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TEXBR -
Sergio,
è già molto tempo che hai visitato per l'ultima volta il Brasile,
nella "Bienal" di Rio de Janeiro (93). Quando avremo la
felicità di vederti nuovamente?
Sergio Bonelli -
Milano, 8
agosto 2002 - Scusami se ti rispondo in italiano: io,
da cittadino carioca onorario (con tanto di regolare diploma concessomi
dal sindaco di Rio de Janeiro nel luglio del 1993) ho la presunzione di
difendermi molto bene nel parlare la vostra lingua, ma avrei qualche
problema a scrivere con altrettanta facilità. Le tue domande sono davvero
interessanti e meriterebbero che ti rispondessi in decine di pagine.
Ovviamente, per non annoiare i visitatori del tuo sito, cercherò di
essere, al contrario, il più sintetico possibile.
Negli ultimi tempi, anche qui in Europa si usa molto la vostra
bellissima parola "saudade"; per dir la verità, viene usata
spesso anche a sproposito, senza conoscerne precisamente le molte,
sottili sfumature che la rendono, a mio giudizio, intraducibile. Io,
invece, ho imparato in tanti anni a conoscere molto bene il significato
di questa parola e non esito a dire a voi lettori quello che dico
continuamente ai mie amici di Rio, São Paulo, Manaus, Campo Grande
oppure Ilheus: manco dal Brasile da cinque anni e sto morendo di
saudade. Molti problemi di lavoro e di salute mi hanno impedito di
viaggiare, ma ho la speranza di "matar a saudade"
attraversando l’Atlantico durante il prossimo inverno.
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TEXBR - Quando
sorvoliamo l'Amazzonia, possiamo vedere molte foreste e fiumi fino ad
arrivare alla bella città di Manaus. Quale fu la tua ispirazione per
creare Mister No?
Sergio Bonelli -
La vera, irresistibile ispirazione per le avventure di Mister No è
legata alla mia scoperta, nel lontano 1968, del mondo meraviglioso
dell’Amazzonia, che anno dopo anno ho imparato a conoscere viaggiando
lungo tutti i suoi fiumi. Da quelli più maestosi e conosciuti, come il
Rio Negro e il Solimões, a quelli più interni e meno battuti come il
Uapés o il Deminí. Alcuni soggiorni a Manaus, e quindi l’amicizia
con la gente del luogo, mi hanno portato a considerare quella
straordinaria regione come una mia seconda patria. Ti confesso che sono
davvero felice e orgoglioso di aver conosciuto la città di Manaus, più
di trent’anni fa, prima che l’aumento della popolazione, l’arrivo
delle industrie straniere e dei turisti ne cambiassero non solo
l’aspetto urbanistico, ma anche lo spirito degli abitanti.
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TEXBR - In
Brasile, solo Tex ha successo in edicola. Gli altri (Zagor, Mister No,
Martin Mystère, Nathan Never e Dylan Dog) hanno pochi lettori. Secondo
te, perché accade questo?
Sergio Bonelli -
Il mio primo incontro con il pubblico brasiliano risale, più o meno, al
lontano 1967, quando, per puro spirito di amicizia, affidai a una casa
editrice "carioca" allora famosa, la famiglia Vecchi, il
compito di portare avanti un esperimento, proponendo ai lettori
brasiliani le storie di Tex. Più o meno in contemporanea, un altro
editore altrettanto famoso, Editora Brasil-América, propose i nostri
albi del Piccolo Ranger e della Storia del West. Negli anni seguenti, un
altro importante editore di Rio de Janeiro, divenuto a sua volta mio
amico, Sergio Machado, della Record, mise in circolazione alcuni albi di
Zagor, Martin Mystère, Dylan Dog e Nathan Never. Bene, mentre Tex ha
conquistato subito il favore del pubblico e lo ha mantenuto per decine
d’anni, tutti gli altri tentativi non hanno ottenuto il minimo
successo. La mia lunga esperienza mi ha fatto capire che nel mondo dei
fumetti non è sempre possibile trovare delle spiegazioni razionali. In
molti casi, successo e insuccesso sono legati a fattori imprevedibili,
come il periodo d’uscita o la coincidenza della tematica proposta con
le inquietudini generazionali del pubblico a cui si rivolge, facendosene
interprete. Ecco, quest’ultima è, più o meno, la risposta. Io
ritengo che qualcuno dei nostri albi abbia incontrato qui in Italia un
pubblico che nutriva aspirazioni e interessi diversi da quelli del suo
corrispondente francese, brasiliano o spagnolo. Insomma, io credo che
non sia tanto facile proporre storie a fumetti che vengano accettate
universalmente dai lettori di tutto il mondo, anche se Tex è la prova
contraria di quanto sto dicendo. Il fatto, però, è che Tex, ma dovrei
parlare di western e, più in generale, di racconti d’avventura, è un
modello universale, tratta dei temi che non solo sono familiari a tutti
(perlomeno a grandi linee) ma, soprattutto, sono significativi per
tutti. Propongono al lettore grandi temi morali (la giustizia,
l’onore, la lealtà) che risalgono alle più antiche narrazioni in
tutto il mondo. Gli altri personaggi, invece, a parte Zagor per il quale
possono valere molte considerazioni fatte per Tex, sono più legati a
situazioni particolari, aspettative e gusti che non è lecito pensare di
poter estendere ai lettori di ogni latitudine.
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TEXBR -
La
SBE non avrà un indirizzo e-mail ancora per molto tempo? Non ti pare
che i lettori siano ansiosi di comunicare con voi tramite Internet?
Sergio Bonelli -
Per il momento, non prevediamo di dotare il nostro sito di un indirizzo
e-mail e la ragione è molto semplice: da sempre, è abitudine della
Casa editrice rispondere a tutti i lettori che ci scrivono, ma questo
impegno, che già nei momenti di più intenso lavoro viene affrontato
con qualche difficoltà, anche se con molto entusiasmo, diventerebbe
davvero troppo gravoso se allargassimo la possibilità di corrispondere
con noi all’immenso mondo di Internet. Non riusciremmo più a
rispondere a tutti quelli che ci scrivono e, per la prima volta in più
di mezzo secolo, saremmo costretti a selezionare la corrispondenza,
scontentando necessariamente quanti si vedrebbero ignorati. Insomma,
siamo un po’ preoccupati che la facilità con cui si manda oggigiorno
una e-mail aumenti il numero dei nostri corrispondenti in misura da non
potervi far fronte con onore.
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TEXBR -
I
ragazzi brasiliani sono più interessati ai manga. In Italia acadde la
stessa cosa? C'è una preoccupazione della SBE per i lettori futuri?
Sergio Bonelli -
La passione per i manga è ormai una realtà accertata anche in Europa.
I giovani cresciuti con i cartoni animati giapponesi in televisione si
sono talmente abituati a questa nuova cultura grafica e
"ideologica" che, inevitabilmente, si sentono attratti anche
dalla produzione fumettistica. Si tratta di una produzione che, come
avviene in ogni altro campo, offre cose buone e altre meno buone, come
del resto accade anche a noi. Per la sopravvivenza del fumetto
tradizionale, il fenomeno, almeno dal punto di vista economico, è meno
preoccupante di quanto si possa pensare e, in un certo senso, ha
ottenuto persino l’effetto di stimolare la competizione, spingendoci a
impegnarci di più per sostenere quest’improvvisa concorrenza.
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TEXBR -
Dai
la tua opinione sui tanti siti di tutti i paesi del mondo dedicati ai
tuoi personaggi.
Sergio Bonelli -
Non essendo io un frequentatore abituale di Internet, ho scoperto
soltanto da poco l’esistenza di molti siti che, negli ultimi tempi,
prendono in considerazione il nostro lavoro, senza risparmiarci né lodi
né critiche. Da un lato, mi sento orgoglioso e lusingato dalla scoperta
che il nostro lavoro venga seguito in tante parti del mondo;
dall’altra, ti confesso che in un primo momento mi sentivo non poco
preoccupato dal fatto che, oggigiorno, chiunque (anche una persona di
scarsa esperienza e cultura) abbia la possibilità di trasmettere in
tutto il mondo dei giudizi che potrebbero rivelarsi inesatti o
addirittura ingiusti. Adesso, invece, condivido questo genere di
iniziative, anche perché le considero un modo alternativo alla
corrispondenza e agli occasionali incontri nel corso delle mostre
fumettistiche per intrattenere, seppure a distanza, un dialogo più
continuo con gli appassionati.
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TEXBR -
Il
nostro sito ha messo online quasi tutte le copertine della serie a
striscia di Zagor. Perché il sito ufficiale della SBE non l'ha ancora
fatto?
Sergio Bonelli -
In mezzo secolo di vita la nostra Casa editrice ha prodotto una tale
quantità di serie, albi e numeri speciali, che il loro inserimento nel
sito richiederebbe un impegno non solo molto gravoso, ma forse
addirittura esagerato rispetto all’interesse che percepiamo intorno
alle nostre pubblicazioni. Per questo, si è deciso di limitare
l’inserimento integrale delle copertine degli albi soltanto alle serie
in corso di pubblicazione o da poco concluse.
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TEXBR -
Per
finire, ti invito a lasciare un messaggio rivolto a tutti i bonelliani
del mondo.
Sergio Bonelli -
Permettimi di concludere qui il mio intervento, senza messaggi o
proclami particolari. L'unica cosa che dico ai bonelliani del Brasile, e
a quelli sparsi in tutto il mondo, è che il nostro impegno e la nostra
buona fede nel fare fumetti restano quelli di sempre e che cercheremo di
fare in modo che il nostro lavoro sia sempre all'altezza dell'affetto
che in tantissimi ci dimostrate. Se qualche volta non ci riusciamo,
scusateci, ma sappiate che non si è fatto di proposito.
Un caro saluto a te ai visitatori del tuo sito.
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