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Intervista a
Moreno Burattini


Verso&Reverso
Portale TEXBR in
internet da 17/08/00.
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za di SBE e uBC.

 


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Por: José Ricardo do Socorro Lima

Portal Texbr - Per prima cosa, puoi dirci quando festeggi il compleanno?
Moreno Burattini: Il mio compleanno è proprio oggi, il 7 settembre. E proprio oggi, essendo nel 2002, compio quaranta anni esatti.

Portal Texbr - Come hai scoperto lo Spirito con la Scure? Quale fu il primo albo di Zagor che hai letto?
Moreno Burattini: Quando lessi la prima avventura di Zagor, avevo poco sette o otto anni. Un giorno, in casa di un compagno di classe che si chiamava Simone, vidi un armadietto pieno zeppo di albi di Zagor tutti disposti in bell'ordine, uno accanto all'altro. Mi feci prestare "Il re delle aquile", attirato dalla copertina: alla fine della puntata, Zagor veniva stato legato a una roccia e le aquile scendevano minacciose, disegnando cerchi sempre più stretti nel cielo, per divorarlo. Come avrebbe fatto a salvarsi? Fui contagiato in quel momento: decisi che avrei voluto a tutti costi leggere il seguito e tutte le altre avventure dello Spirito con la Scure.

Portal Texbr - Come sei riuscito a lavorare per la SBE? Quale fu la tua sensazione quando hai saputo che Sergio Bonelli aveva approvato il tuo primo soggetto?
Moreno Burattini: Finché lo sceneggiatore dell'eroe rimase Guido Nolitta mi chiedevo sbalordito come facesse a inventare avventure così belle e mi pareva che non sarei riuscito mai neppure ad avvicinarmi alla sua grandezza. Ma quando Nolitta uscì di scena (e ancora lo rimpiango), ero già abbastanza grande da sentire di poter competere con alcuni dei suoi successori. Naturalmente mi sbagliavo, avevo tanto da imparare e tanta strada da fare. Però il sogno c' era, e di conseguenza mi esercitavo, mi documentavo, cercavo avidamente di studiare tutto quello che poteva servirmi per diventare uno sceneggiatore di fumetti. Ho cominciato dandomi da fare e partecipando in ogni occasione a mostre, tavole rotonde, conferenze, incontri con gli autori. Scrivendo articoli sulle riviste specializzate, creabndo riviste io stesso, e andando a caccia di interviste, ho finito per conoscere piuttosto bene un gran numero di addetti ai lavori del settore, tra cui Sergio Bonelli, editore e creatore di quello Zagor che a me piaceva tanto. A dire il vero, Bonelli lo conoscevo già da prima. Fin da giovanissimo gli inviavo spesso a lettere chilometriche piene zeppe di osservazioni e critiche sugli albi di sua pubblicazione. Bonelli doveva trovarle interessanti, perché addirittura mi telefonava a casa per commentarle e rispondere. Poiché avevo cominciato a essere piuttosto severo con le storie di Zagor degli Anni Ottanta, di cui mi lamentavo, fu Bonelli stesso a dirmi: "Beh, perché non provi a scriverne una tu?". Lo presi in parola, e gli sottoposi un soggetto da esaminare. Naturalmente non fu accettato, e alla luce della mia esperienza di adesso non me ne meraviglio: era pieno dei classici errori dei dilettanti. Ci sono voluti due anni di tentativi prima che la casa editrice trovasse buona una mia proposta e mi desse il via libera per la prima sceneggiatura. Accadde nel 1989, da allora non mi sono più fermato. Zagor mi ha fatto vivere mille sogni e ne ha avverato uno. Quando, da ragazzo, leggevo le avventure scritte da Guido Nolitta e disegnate da Gallieno Ferri, e avrei dato chissà che per potere, un giorno, raccontare anch'io storie così belle. Il destino (o chi per lui) me ne ha dato la possibilità. Erskine Caldwell diceva che il segreto della vita è quello di trovare persone disposte a pagarti per fare delle cose che tu saresti disposto a fare pagando, se avessi il denaro necessario. Io sarei stato disposto a pagare, pur di riuscire a scrivere Zagor: Ho trovato la persona disposta a pagarmi perché lo faccia: Sergio Bonelli, quel Guido Nolitta che tanto ammiravo. Faccio un lavoro bellissimo, non posso che dirmi fortunato.

Portal Texbr - Nella decade degli Anni 80, Zagor fu considerato "morto e sepolto". Tu sei arrivato alla serie e hai dato nuova vita al personaggio. Da dove proviene la tua ispirazione?
Moreno Burattini: Il mio arrivo a Zagor ha coinciso, per puro caso, con l'abbandono di Marcello Toninelli che da quasi dieci anni aveva raccolto l'eredità di Nolitta (i contributi di altri sceneggiatori come Castelli, Sclavi, Pezzin erano stati più episodici rispetto alla continuità del suo lavoro). Il suo abbandono seguì di poco anche l'introduzione nella casa editrice della figura del curatore di serie, o dell'editor all'americana: una innovazione che forse contribuì a convincere Toninelli a cercare altrove maggiore indipendenza. Al momento del mio arrivo a Zagor, a scriverne le sceneggiature c'erano anche Ade Capone e Alessandro Russo, ma entrambi in seguito hanno lasciato la serie seguendo altri loro progetti. Poco dopo il mio arrivo, arrivò a Zagor anche Mauro Boselli, che presto diventò il curatore della serie. Insieme progettammo la seconda "Odissea Americana", ovverosia il nuovo viaggio dello Spirito con la Scure fuori da Darkwood da cui, secondo l'opinione comune, è scaturito il rinascimento zagoriano. Sotto la gestione di Mauro la collana è riuscita a decollare di nuovo, o perlomeno ad arrestare l'erosione di vendite, e io ho cercato di dare il mio contributo, anche perché con il tempo ho acquistato maggiore esperienza e sicurezza. Quando entrai nello staff, Sergio Bonelli diceva che Zagor aveva ormai fatto il suo tempo. "Il personaggio - si legge in una sua intervista - ha fatto il suo tempo. Più di così non può dare". Per fortuna, sono passati quasi quindici anni ma lo Spirito con la Scure è ancora vivo e vegeto e i pareri dei lettori e dei critici sono concordi nel dire che il personaggio ha riacquistato una parte del suo fascino di un tempo, per cui se anche un giorno lontano chiuderemo, io e Boselli potremo dire di essere riusciti nel piccolo miracolo di aver rivitalizzato un personaggio ormai dato per spacciato. Ho sotto gli occhi la stampata di alcuni messaggi inviati su internet a "Darkwood Online", il sito ufficiale dello Zagor Club, e leggo quanto scrive Mauro Carraro: "Boselli e Burattini sono riusciti a risollevare le sorti della testata che ormai pensavo destinata alla chiusura". E un altro lettore, Giancarlo Filiani, scrive: "Gli ultimi sceneggiatori sono bravi e anno ridato credibilità e spessore al personaggio dopo gli anni bui". Insomma, aver riportato il sorriso sulle labbra dei lettori delusi e averne bloccato o almeno rallentato l'emorragia è sicuramente un risultato. L'ispirazione da dove viene? Serve il dono dell'affabulazione, innanzitutto, cioè la capacità di inventare e raccontare storie. E poi serve molta curiosità: leggere molto, e dappertutto; vedere film, magari viaggiare, seguire programmi TV. Serve riuscire a collegare cose fra loro distanti, come trovare il modo di portare il Graal a Darkwood. L'idea può venire da tutto ciò che si vede o di legge o si sente. Alla fine, bisogna avere anche un po' di furbizia e di mestiere per confezionare il tutto nel modo giusto.

Portal Texbr - Particolarmente per quel che riguarda la storia "Il misterio dell`Unicorno" (Zagor Zenith 443), mi pare che hai trovato la ispirazione nei fumetti di Martin Mystère. E' così?
Moreno Burattini: Martin Mystere c'entra solo perchè anche nelle sue storie si parla di Atlantide e dell'antica guerra con Mu, e di armi di quella guerra dimenticate e riscoperte. E' certo che avendo letto molte storie con questi elementi, viene naturale considerarli acquisiti e patrimonio comune dell'immaginario (anche perchè neppure Castelli si è inventato Atlantide e Mu, i cui miti esistevano già prima di Martin Mystere, ma li ha solo utilizzati). In realtà, l'ispirazione per il Mistero dell'Unicorno si può più trovare in romanzi come "Il senso di Smilla per la neve" di Peter Hoeg e "Iceberg" e "Tesoro" di Clive Cussler.

Portal Texbr - Che io sappia, dare il nome "Patrick" a Zagor è stata una tua idea. Come l`hai scelto?
Moreno Burattini: Ho pensato che siccome Zagor aveva descritto sua madre come una giovane immigrata dall'Europa, e siccome comunque si chiamava Betty e parlava inglese, avrebbe potuto essere irlandese (molti immigrati negli Stati Uniti all'inizio dell'Ottocento erano irlandesi). San Patrizio è il patrono d'Irlanda, e molti irlandesi si chiamano Patrick. Betty avrebbe potuto desiderare di chiamare il figlio Pat, in ricordo della sua terra o di suo padre o nonni, zii o cugini che si chiamavano così.

Portal Texbr - Quali saranno le novità per il 2003, nella vita dello Spirito con la Scure e del Piccolo Uomo dal Grande Ventre?
Moreno Burattini: Sono previsti il ritorno di Mortimer e del Tessitore. Ci sarà la storia con i Cancaceiros venuti dal brasile. Torneràanno Adolfo Verybad e Bimbo Sullivan. Ci sarà l'esordio come sceneggiatore di Luigi Mignacco (una delle colonne di Mister No). Ci sarà un maxi con una lunga storia mia e di Cassaro.

Portal Texbr - Com'è il tuo rapporto con Gallieno Ferri e gli altri disegnatori? Come dai a loro le informazione sulla storia?
Moreno Burattini: Il mio rapporto con i disegnatori è buonissimo. Alcuni, quelli che abitano lontano, li vedo raramente, di solito in occasione di qualche mostra. Più spesso li sento per telefono per scambiarci qualche punto di vista, per chiedere o per dare consigli. Cerco in ogni caso di calibrare la mia sceneggiatura sulla base delle loro potenzialità, sfruttando al massimo le situazioni che sanno rendere bene ed evitando il più possibile quelle su cui sono più a disagio. Fornisco loro tutta la documentazione che posso (libri, fotogorafie, disegni, film) per aiutarli nel loro lavoro. Sono molto preciso nelle sceneggiature, in modo che sia chiaro quello che si deve fare. Con Gallieno Ferri sono molto amico. Mi invita spesso a casa sua, che è una bella villa sul mare. Lui è uno grande sportivo, soprattutto un bravo marinaio. Naviga a vela, fa windsurf, fa immersioni: un vero atleta, anche alla sua età!

Portal Texbr - Lascia un messaggio per i lettori brasiliani (e di tutto il mondo).
Moreno Burattini: Il mio messaggio è quello di sempre: noi che leggiamo Zagor, siamo tutti abitanti di Darkwood. Un grande abbraccio, fratelli di sangue.

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