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a News Italiani
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Por:
José
Ricardo
do
Socorro
Lima
Portal
Texbr
-
Per
prima
cosa,
puoi
dirci
quando
festeggi
il
compleanno?
Moreno
Burattini:
Il
mio
compleanno
è
proprio
oggi,
il
7
settembre.
E
proprio
oggi,
essendo
nel
2002,
compio
quaranta
anni
esatti.
Portal
Texbr
-
Come
hai
scoperto
lo
Spirito
con
la
Scure?
Quale
fu
il
primo
albo
di
Zagor
che
hai
letto?
Moreno
Burattini:
Quando
lessi
la
prima
avventura
di
Zagor,
avevo
poco
sette
o
otto
anni.
Un
giorno,
in
casa
di
un
compagno
di
classe
che
si
chiamava
Simone,
vidi
un
armadietto
pieno
zeppo
di
albi
di
Zagor
tutti
disposti
in
bell'ordine,
uno
accanto
all'altro.
Mi
feci
prestare
"Il
re
delle
aquile",
attirato
dalla
copertina:
alla
fine
della
puntata,
Zagor
veniva
stato
legato
a
una
roccia
e
le
aquile
scendevano
minacciose,
disegnando
cerchi
sempre
più
stretti
nel
cielo,
per
divorarlo.
Come
avrebbe
fatto
a
salvarsi?
Fui
contagiato
in
quel
momento:
decisi
che
avrei
voluto
a
tutti
costi
leggere
il
seguito
e
tutte
le
altre
avventure
dello
Spirito
con
la
Scure.
Portal
Texbr
-
Come
sei
riuscito
a
lavorare
per
la
SBE?
Quale
fu
la
tua
sensazione
quando
hai
saputo
che
Sergio
Bonelli
aveva
approvato
il
tuo
primo
soggetto?
Moreno
Burattini:
Finché
lo
sceneggiatore
dell'eroe
rimase
Guido
Nolitta
mi
chiedevo
sbalordito
come
facesse
a
inventare
avventure
così
belle
e
mi
pareva
che
non
sarei
riuscito
mai
neppure
ad
avvicinarmi
alla
sua
grandezza.
Ma
quando
Nolitta
uscì
di
scena
(e
ancora
lo
rimpiango),
ero
già
abbastanza
grande
da
sentire
di
poter
competere
con
alcuni
dei
suoi
successori.
Naturalmente
mi
sbagliavo,
avevo
tanto
da
imparare
e
tanta
strada
da
fare.
Però
il
sogno
c'
era,
e
di
conseguenza
mi
esercitavo,
mi
documentavo,
cercavo
avidamente
di
studiare
tutto
quello
che
poteva
servirmi
per
diventare
uno
sceneggiatore
di
fumetti.
Ho
cominciato
dandomi
da
fare
e
partecipando
in
ogni
occasione
a
mostre,
tavole
rotonde,
conferenze,
incontri
con
gli
autori.
Scrivendo
articoli
sulle
riviste
specializzate,
creabndo
riviste
io
stesso,
e
andando
a
caccia
di
interviste,
ho
finito
per
conoscere
piuttosto
bene
un
gran
numero
di
addetti
ai
lavori
del
settore,
tra
cui
Sergio
Bonelli,
editore
e
creatore
di
quello
Zagor
che
a
me
piaceva
tanto.
A
dire
il
vero,
Bonelli
lo
conoscevo
già
da
prima.
Fin
da
giovanissimo
gli
inviavo
spesso
a
lettere
chilometriche
piene
zeppe
di
osservazioni
e
critiche
sugli
albi
di
sua
pubblicazione.
Bonelli
doveva
trovarle
interessanti,
perché
addirittura
mi
telefonava
a
casa
per
commentarle
e
rispondere.
Poiché
avevo
cominciato
a
essere
piuttosto
severo
con
le
storie
di
Zagor
degli
Anni
Ottanta,
di
cui
mi
lamentavo,
fu
Bonelli
stesso
a
dirmi:
"Beh,
perché
non
provi
a
scriverne
una
tu?".
Lo
presi
in
parola,
e
gli
sottoposi
un
soggetto
da
esaminare.
Naturalmente
non
fu
accettato,
e
alla
luce
della
mia
esperienza
di
adesso
non
me
ne
meraviglio:
era
pieno
dei
classici
errori
dei
dilettanti.
Ci
sono
voluti
due
anni
di
tentativi
prima
che
la
casa
editrice
trovasse
buona
una
mia
proposta
e
mi
desse
il
via
libera
per
la
prima
sceneggiatura.
Accadde
nel
1989,
da
allora
non
mi
sono
più
fermato.
Zagor
mi
ha
fatto
vivere
mille
sogni
e
ne
ha
avverato
uno.
Quando,
da
ragazzo,
leggevo
le
avventure
scritte
da
Guido
Nolitta
e
disegnate
da
Gallieno
Ferri,
e
avrei
dato
chissà
che
per
potere,
un
giorno,
raccontare
anch'io
storie
così
belle.
Il
destino
(o
chi
per
lui)
me
ne
ha
dato
la
possibilità.
Erskine
Caldwell
diceva
che
il
segreto
della
vita
è
quello
di
trovare
persone
disposte
a
pagarti
per
fare
delle
cose
che
tu
saresti
disposto
a
fare
pagando,
se
avessi
il
denaro
necessario.
Io
sarei
stato
disposto
a
pagare,
pur
di
riuscire
a
scrivere
Zagor:
Ho
trovato
la
persona
disposta
a
pagarmi
perché
lo
faccia:
Sergio
Bonelli,
quel
Guido
Nolitta
che
tanto
ammiravo.
Faccio
un
lavoro
bellissimo,
non
posso
che
dirmi
fortunato.
Portal
Texbr
-
Nella
decade
degli
Anni
80,
Zagor
fu
considerato
"morto
e
sepolto".
Tu
sei
arrivato
alla
serie
e
hai
dato
nuova
vita
al
personaggio.
Da
dove
proviene
la
tua
ispirazione?
Moreno
Burattini:
Il
mio
arrivo
a
Zagor
ha
coinciso,
per
puro
caso,
con
l'abbandono
di
Marcello
Toninelli
che
da
quasi
dieci
anni
aveva
raccolto
l'eredità
di
Nolitta
(i
contributi
di
altri
sceneggiatori
come
Castelli,
Sclavi,
Pezzin
erano
stati
più
episodici
rispetto
alla
continuità
del
suo
lavoro).
Il
suo
abbandono
seguì
di
poco
anche
l'introduzione
nella
casa
editrice
della
figura
del
curatore
di
serie,
o
dell'editor
all'americana:
una
innovazione
che
forse
contribuì
a
convincere
Toninelli
a
cercare
altrove
maggiore
indipendenza.
Al
momento
del
mio
arrivo
a
Zagor,
a
scriverne
le
sceneggiature
c'erano
anche
Ade
Capone
e
Alessandro
Russo,
ma
entrambi
in
seguito
hanno
lasciato
la
serie
seguendo
altri
loro
progetti.
Poco
dopo
il
mio
arrivo,
arrivò
a
Zagor
anche
Mauro
Boselli,
che
presto
diventò
il
curatore
della
serie.
Insieme
progettammo
la
seconda
"Odissea
Americana",
ovverosia
il
nuovo
viaggio
dello
Spirito
con
la
Scure
fuori
da
Darkwood
da
cui,
secondo
l'opinione
comune,
è
scaturito
il
rinascimento
zagoriano.
Sotto
la
gestione
di
Mauro
la
collana
è
riuscita
a
decollare
di
nuovo,
o
perlomeno
ad
arrestare
l'erosione
di
vendite,
e
io
ho
cercato
di
dare
il
mio
contributo,
anche
perché
con
il
tempo
ho
acquistato
maggiore
esperienza
e
sicurezza.
Quando
entrai
nello
staff,
Sergio
Bonelli
diceva
che
Zagor
aveva
ormai
fatto
il
suo
tempo.
"Il
personaggio
-
si
legge
in
una
sua
intervista
-
ha
fatto
il
suo
tempo.
Più
di
così
non
può
dare".
Per
fortuna,
sono
passati
quasi
quindici
anni
ma
lo
Spirito
con
la
Scure
è
ancora
vivo
e
vegeto
e
i
pareri
dei
lettori
e
dei
critici
sono
concordi
nel
dire
che
il
personaggio
ha
riacquistato
una
parte
del
suo
fascino
di
un
tempo,
per
cui
se
anche
un
giorno
lontano
chiuderemo,
io
e
Boselli
potremo
dire
di
essere
riusciti
nel
piccolo
miracolo
di
aver
rivitalizzato
un
personaggio
ormai
dato
per
spacciato.
Ho
sotto
gli
occhi
la
stampata
di
alcuni
messaggi
inviati
su
internet
a
"Darkwood
Online",
il
sito
ufficiale
dello
Zagor
Club,
e
leggo
quanto
scrive
Mauro
Carraro:
"Boselli
e
Burattini
sono
riusciti
a
risollevare
le
sorti
della
testata
che
ormai
pensavo
destinata
alla
chiusura".
E
un
altro
lettore,
Giancarlo
Filiani,
scrive:
"Gli
ultimi
sceneggiatori
sono
bravi
e
anno
ridato
credibilità
e
spessore
al
personaggio
dopo
gli
anni
bui".
Insomma,
aver
riportato
il
sorriso
sulle
labbra
dei
lettori
delusi
e
averne
bloccato
o
almeno
rallentato
l'emorragia
è
sicuramente
un
risultato.
L'ispirazione
da
dove
viene?
Serve
il
dono
dell'affabulazione,
innanzitutto,
cioè
la
capacità
di
inventare
e
raccontare
storie.
E
poi
serve
molta
curiosità:
leggere
molto,
e
dappertutto;
vedere
film,
magari
viaggiare,
seguire
programmi
TV.
Serve
riuscire
a
collegare
cose
fra
loro
distanti,
come
trovare
il
modo
di
portare
il
Graal
a
Darkwood.
L'idea
può
venire
da
tutto
ciò
che
si
vede
o
di
legge
o
si
sente.
Alla
fine,
bisogna
avere
anche
un
po'
di
furbizia
e
di
mestiere
per
confezionare
il
tutto
nel
modo
giusto.
Portal
Texbr
-
Particolarmente
per
quel
che
riguarda
la
storia
"Il
misterio
dell`Unicorno"
(Zagor
Zenith
443),
mi
pare
che
hai
trovato
la
ispirazione
nei
fumetti
di
Martin
Mystère.
E'
così?
Moreno
Burattini:
Martin
Mystere
c'entra
solo
perchè
anche
nelle
sue
storie
si
parla
di
Atlantide
e
dell'antica
guerra
con
Mu,
e
di
armi
di
quella
guerra
dimenticate
e
riscoperte.
E'
certo
che
avendo
letto
molte
storie
con
questi
elementi,
viene
naturale
considerarli
acquisiti
e
patrimonio
comune
dell'immaginario
(anche
perchè
neppure
Castelli
si
è
inventato
Atlantide
e
Mu,
i
cui
miti
esistevano
già
prima
di
Martin
Mystere,
ma
li
ha
solo
utilizzati).
In
realtà,
l'ispirazione
per
il
Mistero
dell'Unicorno
si
può
più
trovare
in
romanzi
come
"Il
senso
di
Smilla
per
la
neve"
di
Peter
Hoeg
e
"Iceberg"
e
"Tesoro"
di
Clive
Cussler.
Portal
Texbr
-
Che
io
sappia,
dare
il
nome
"Patrick"
a
Zagor
è
stata
una
tua
idea.
Come
l`hai
scelto?
Moreno
Burattini:
Ho
pensato
che
siccome
Zagor
aveva
descritto
sua
madre
come
una
giovane
immigrata
dall'Europa,
e
siccome
comunque
si
chiamava
Betty
e
parlava
inglese,
avrebbe
potuto
essere
irlandese
(molti
immigrati
negli
Stati
Uniti
all'inizio
dell'Ottocento
erano
irlandesi).
San
Patrizio
è
il
patrono
d'Irlanda,
e
molti
irlandesi
si
chiamano
Patrick.
Betty
avrebbe
potuto
desiderare
di
chiamare
il
figlio
Pat,
in
ricordo
della
sua
terra
o
di
suo
padre
o
nonni,
zii
o
cugini
che
si
chiamavano
così.
Portal
Texbr
-
Quali
saranno
le
novità
per
il
2003,
nella
vita
dello
Spirito
con
la
Scure
e
del
Piccolo
Uomo
dal
Grande
Ventre?
Moreno
Burattini:
Sono
previsti
il
ritorno
di
Mortimer
e
del
Tessitore.
Ci
sarà
la
storia
con
i
Cancaceiros
venuti
dal
brasile.
Torneràanno
Adolfo
Verybad
e
Bimbo
Sullivan.
Ci
sarà
l'esordio
come
sceneggiatore
di
Luigi
Mignacco
(una
delle
colonne
di
Mister
No).
Ci
sarà
un
maxi
con
una
lunga
storia
mia
e
di
Cassaro.
Portal
Texbr
-
Com'è
il
tuo
rapporto
con
Gallieno
Ferri
e
gli
altri
disegnatori?
Come
dai
a
loro
le
informazione
sulla
storia?
Moreno
Burattini:
Il
mio
rapporto
con
i
disegnatori
è
buonissimo.
Alcuni,
quelli
che
abitano
lontano,
li
vedo
raramente,
di
solito
in
occasione
di
qualche
mostra.
Più
spesso
li
sento
per
telefono
per
scambiarci
qualche
punto
di
vista,
per
chiedere
o
per
dare
consigli.
Cerco
in
ogni
caso
di
calibrare
la
mia
sceneggiatura
sulla
base
delle
loro
potenzialità,
sfruttando
al
massimo
le
situazioni
che
sanno
rendere
bene
ed
evitando
il
più
possibile
quelle
su
cui
sono
più
a
disagio.
Fornisco
loro
tutta
la
documentazione
che
posso
(libri,
fotogorafie,
disegni,
film)
per
aiutarli
nel
loro
lavoro.
Sono
molto
preciso
nelle
sceneggiature,
in
modo
che
sia
chiaro
quello
che
si
deve
fare.
Con
Gallieno
Ferri
sono
molto
amico.
Mi
invita
spesso
a
casa
sua,
che
è
una
bella
villa
sul
mare.
Lui
è
uno
grande
sportivo,
soprattutto
un
bravo
marinaio.
Naviga
a
vela,
fa
windsurf,
fa
immersioni:
un
vero
atleta,
anche
alla
sua
età!
Portal
Texbr
-
Lascia
un
messaggio
per
i
lettori
brasiliani
(e
di
tutto
il
mondo).
Moreno
Burattini:
Il
mio
messaggio
è
quello
di
sempre:
noi
che
leggiamo
Zagor,
siamo
tutti
abitanti
di
Darkwood.
Un
grande
abbraccio,
fratelli
di
sangue.
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TEXBR
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