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Di José
Carlos Pereira Francisco, Anadia, Portogallo
Traduzione
all’italiano di Gianni Petino
(corrispondente Portale TEXBR, Milano, Italia).
Primo giorno – Sabato, 14 settembre 2002
In una mattinata piovosa e malinconica è sbarcato un trio brasiliano molto speciale all’aeroporto Portela di Lisbona. Si trattava dell’editore di Tex in Brasile, Dorival Vitor Lopes accompagnato da sua moglie, nonché di Jùlio Schneider, traduttore delle riviste Bonelli e collaboratore della Mythos Editora.
Diplomaticamente
"obbligati" a fare scalo nella capitale portoghese per prendere lo scrivente collaboratore del Portale TEXBR, gli illustri ospiti brasiliani hanno portato con sé parecchi albi del nostro Aquila della Notte per i diligenti fans portoghesi del nostro amico, che, felici, contano sull’aiuto dell’editore brasiliano per poter continuare a leggere le avventure di questo favoloso eroe di carta, sempre vivo nelle pagine dei fumetti, che continua ad avvincere migliaia e migliaia di lettori in tutto il mondo.
La
"Banda Desenhada", come chiamiamo i fumetti in Portogallo, vive molto dei suoi eroi, figure che hanno aiutato a far rivivere i sogni e l’immaginario di generazioni di appassionati lettori e visionari. Tex Willer è uno di questi eroi, simbolo di generosità, coraggio ed abnegazione. I suoi creatori, Gian Luigi Bonelli ed Aurelio Galleppini, hanno arricchito la sua personalità in maniera intelligente e sottile: hanno collocato vicino a lui dei personaggi carismatici ed umoristici, come per esempio il
“vecchio” Kit Carson.
Ad attendere questi illustri visitatori c’erano José Francisco con sua moglie Fàtima e la figlia Andreia, accompagnati da un appassionato fan di Tex: Paulo Silva. Dopo la presentazione di Paulo Silva a Jùlio, abbiamo deciso di fare un piccolo giro per Lisbona, sia per far conoscere questa bella città europea a Jùlio Schneider, ma anche perché il viaggio verso Milano non sarebbe iniziato che verso sera.
Ci siamo diretti verso la Chiesa di S. Maria di Belém, integrata nel Monastero dei Geronimi, fatto erigere da D. Manuel I nel secolo XI°.
Qui si trovano le tombe di Luís Vaz de Camões, grande poeta portoghese, che scrisse la magnifica opera “I Lusiadi”, e di Vasco da Gama, navigatore portoghese famoso per avere scoperto la via marittima per le Indie. Due delle personalità più importanti della Storia portoghese.
E, consci del fatto che andare a Lisbona senza assaggiare i “Pastéis de Belém” (i pasticcini di Belém) potrebbe essere considerato un vero e proprio crimine, abbiamo portato Jùlio Schneider fino alla Pasticceria di Belém dove eravamo attesi da Orlando Silva, altro fan portoghese di Tex. All’interno del numero 84 della Via di Belém, nella fabbrica fondata nel 1837, è possibile osservare dei pannelli di azulejos (piastrelle) del secolo XVIII, famose quasi quanto le dolci paste che vengono vendute lì. Azulejos questi che Jùlio ha diligentemente fotografato (e non poteva essere altrimenti…).
Questi Pasteis di Belém sono una specie famosa di pasticcini di crema in cui la base è di pasta sfoglia ed il ripieno è di latte, panna, vaniglia e… non so che altro ancora. Proprio così: la ricetta di questi famosi pasticcini è uno dei segreti meglio conservati dell’industria dolciaria portoghese. Nessuno sa per certo come sono fatti, lo sanno solo dove li producono, in un caffè di Belém vicino al Monastero dei Geronimi, che è diventato un punto di pellegrinaggio quotidiano. Non c’è niente da fare: il problema è riuscire a gustare una sola di queste paste, perché sono talmente buone che viene voglia di farne una scorpacciata…
I Pasticcini di Belém sono diventati una vera e propria attrazione turistica: ogni giorno ne vengono venduti oltre 10.000, accompagnati da zucchero e cannella debitamente impacchettati a parte, il tutto in una confezione di pasticcini. Queste delizie sono piaciute immensamente a Jùlio, come pure a Dorival e signora che avevano già visitato il posto durante la loro ultima visita in Portogallo.
Subito dopo abbiamo visitato il Castello di San Giorgio, conquistato da D. Afonso Henriques nel 1147. La passeggiata esistente nei lati ponente e nord del Castello ci ha permesso di fare quattro passi riposanti e di godere di una meravigliosa veduta panoramica della città. Da lì si può ammirare, tutta quanta ai vostri piedi, la magnifica Lisbona. Ma poiché il tempo passa in fretta, è arrivato il momento di ritornare in aeroporto per imbarcarci sull’aereo alla volta dell’Italia.
Dopo aver salutato chi restava, noi tre abbiamo proseguito per Milano, in un viaggio di circa 2 ore e mezzo su un aereo della TAP. Siamo atterrati alla Malpensa, distante circa 45 chilometri dal centro città, e, tramite un eccellente servizio ferroviario, siamo arrivati a destinazione in circa 40 minuti.
Ci siamo dunque diretti all’Hotel Berna, in Via Napo Torriani 18, prenotato in anticipo, dove siamo stati ben ricevuti dal personale addetto. Oltre ad una localizzazione eccellente, l’albergo aveva camere impeccabili, che hanno accolto gli affaticati viaggiatori dopo una lunga giornata di viaggio.
Secondo giorno – Domenica, 15 settembre 2002
Dopo una bella dormita ci siamo svegliati con l’intenzione di conoscere la città, visto anche che Sergio Bonelli sarebbe rientrato a Milano soltanto in tarda serata. Ci siamo dunque diretti con la Metropolitana verso il centro, dove siamo rimasti affascinati dalla bellezza esuberante del Duomo, la maggior cattedrale gotica d’Italia: lascia davvero senza fiato tanto è bella. La sua costruzione, durata 500 anni, iniziò nel secolo XIV ed il suo obiettivo era di dare riparo a tutta la popolazione della città, allora intorno alle 40.000 anime. Ecco perché si è chiamata “Duomo”, che significa “Casa”. Si potrebbe passare tranquillamente un’intera giornata ad ammirare le opere d’arte che stanno al suo interno.
Uscendo dal lato sinistro della Cattedrale e lasciando Piazza del Duomo, si entra in Galleria Vittorio Emanuele, una bella costruzione con il tetto a cupola in vetro (1865), espressione del massimo splendore della Belle Epoque. I milanesi chiamano la Galleria “il salotto”: con i suoi caffè, uffici e negozi è un luogo bellissimo da visitare. Vale la pena di pagare uno sproposito per un caffè o per una birra solo per rimanere seduti ad uno di quei tavolini, osservando il passeggio.
Abbiamo attraversato la Galleria e siamo usciti in Piazza della Scala, dove si trova l’omonimo e famosissimo Teatro lirico. Abbiamo visto anche la internazionalmente nota statua di Leonardo da Vinci, che ricorda il maestro nella sua attività di pittore, architetto, idraulico, scultore…
Milano è una città piena di charme!! E vale senz’altro la pena di conoscerla (anche se è molto cara!)
Poiché si era già fatto tardi, siamo tornati all’hotel per un bel bagno lungo e ristoratore. Poco dopo abbiamo ricevuto una telefonata dalla reception dell’albergo, che ci avvisava che il grande Sergio Bonelli ci stava aspettando! Devo dire che a questo punto ho sentito un brivido corrermi lungo la schiena, rendendomi conto che tra pochissimo avrei avuto il piacere di conoscere il più famoso editore di fumetti d’Europa e mio idolo sin da quando ero bambino.
Siamo scesi con il cuore in bocca e siamo stati ricevuti da un Sergio Bonelli entusiasta, che ci ha salutato tutti con molta effusione. Siamo quindi andati a bere un aperitivo al bar dell’albergo, nell’attesa che arrivasse un taxi per andare ad un ristorante, dato che Sergio ci aveva invitati a cena.
Ragazzi, è stata una cena deliziosa ed allegra: il tempo è passato in un lampo, molti i soggetti di conversazione, molte le curiosità da conoscere sia per noi che per Sergio. E’ stato un momento indimenticabile, che rimarrà per sempre inciso nella nostra memoria: eravamo lì, accanto a questo grande personaggio dell’editoria italiana e gli facevamo delle domande in relazione alla sua esperienza di sceneggiatore e di editore (della “sua” casa editrice) e Sergio rispondeva in modo simpatico, dilungandosi sulle risposte, magari con l’aggiunta di particolari, forse insignificanti, ma che per noi è stato un onore ascoltare.
E lui che a sua volta faceva delle domande a noi tre…parlando delle edizioni Bonelli in Italia, in Brasile ed anche in Portogallo, delle sue sceneggiature, dei suoi collaboratori nella casa editrice, soprattutto dei soggettisti e dei disegnatori, dell’opera di suo padre. Vi giuro: è stata una serata di sogno…
Un momento particolare è stato quando Sergio non si ricordava il nome di qualche personaggio o di qualche fatto storico della casa editrice, e Jùlio che gli ricordava le cose, finché, scherzando, ha fatto finta di arrabbiarsi dicendo”Ma tu sai tutto, basta non parlo più!”, e Dorival, gentile, di rimando “No, no, è più interessante sentirlo da te, continua!”
Dopo la cena, Sergio ci ha portati a passeggiare a piedi per le vie del centro, una passeggiata notturna molto gradevole, spiegandoci nel contempo la storia di quella parte della città dove sono concentrati gli uffici ed i negozi delle principali case di moda. Abbiamo visitato le vie Sant’Andrea, della Spiga, Borgospesso e Montenapoleone, quelle vie cioè che formano il cosiddetto “quadrilatero d’oro”, ove sono localizzati i negozi delle firme della moda più famose (e più care), come Armani, Valentino, Versace, Fiorucci e tutte le altre…Ma il nostro viaggio di sogno era molto più di un sogno: era reale, e, per giunta, stavamo vivendo un momento unico ed esclusivo: avevamo nientepopòdimeno che Sergio Bonelli come cicerone in una passeggiata notturna a Milano. E non sapevamo che il meglio doveva ancora venire !!!
Terzo giorno – Lunedì, 16 settembre 2002
Un’altra grande giornata ci stava aspettando: quella in cui avremmo conosciuto la “Casa dei Sogni”, l’utopia di qualunque fan: conoscere i disegnatori e gli sceneggiatori dei “giornaletti” che collezioniamo. Siamo arrivati al numero 38 della via Michelangelo Buonarroti, dove abbiamo avuto la prima sorpresa: difatti è un edificio abitativo, convertito in Editrice al piano terra ed al primo, in cui lavorano circa 40 persone.
Non appena annunciati, siamo stati avviati all’ufficio di Sergio, dove quasi subito lui stesso ci ha ricevuto. Che storie meravigliose ci avrebbero raccontato quelle pareti se avessero potuto parlare!… Entrare in quella stanza è stato un altro momento magico: vi aleggiava un clima da vecchio West misto con quello del Brasile, per via dei molti ricordi che Sergio ha portato con sé dai viaggi da lui fatti intorno al mondo, soprattutto quegli innumerevoli oggetti brasiliani, che si disputavano lo spazio con tutte le opere del vecchio West della sua biblioteca
Abbiamo conversato gradevolmente per almeno un’ora, immersi in quell’ambiente pieno di fumetti, di carte, di disegni originali, un locale sacro e di culto per qualunque fan del mondo Bonelli. Ci siamo scambiati regali, abbiamo consegnato lettere di collezionisti che ci avevano chiesto di consegnarle a mano e sfogliato fumetti brasiliani, molto elogiati da Sergio Bonelli che li ha definiti come la migliore edizione internazionale di Tex.
L’editore italiano ha fatto le sue felicitazioni alla Mythos Editora, nella persona del suo editore Dorival, per l’enorme successo e prestigio conquistato con le pubblicazioni Bonelli, non soltanto per Tex, ma anche per le altre testate Bonelli vendute nelle edicole brasiliane.
Abbiamo avuto anche l’enorme piacere di conoscere anche il figlio di Sergio, Davide Bonelli, che lavora insieme al padre, seguendo le orme del nonno e compenetrato nel compito di preservare il futuro della casa editrice, consolidandola come la più grande editrice di fumetti d’Europa. Davide è uno dei responsabili della parte amministrativa della Editrice SBE e si è dimostrato molto simpatico e disponibile con noialtri, dimostrandoci di non essere da meno di suo padre nella difficile arte del ricevere.
 Abbiamo conosciuto anche il direttore amministrativo, Giulio Terzaghi, colui che dirige in effetti l’editrice. In seguito Sergio ci ha portati a conoscere le persone che lavorano nei locali: siamo stati presentati a Decio Canzio (direttore generale e responsabile di Tex), Mauro Boselli (responsabile sia di Zagor e di Dampyr, ma anche sceneggiatore di Tex e Dampyr) che era venuto apposta per conoscerci, il che dimostra l’importanza che Sergio Bonelli ha attribuito alla nostra “delegazione”.

Siamo stati presentati anche a Mauro Marcheselli, editore e sceneggiatore di Dylan Dog, un successo di vendite in Italia: in questo momento è difatti al 2° posto, ma tempo addietro è arrivato a superare perfino lo stesso Tex per numero di copie vendute, dato che Dylan Dog è una figura singolare all’interno dell’industria del fumetto italiana.
Abbiamo conosciuto ancora il simpatico Graziano Frediani, editore della serie Ken Parker, ma che fa anche eccellenti materiali per i Texoni e per gli albi giganti a colori editi dalla Arnoldo Mondadori Editore. Ed ancora, in questa giornata indimenticabile abbiamo conosciuto Maurizio Colombo, creatore, con Mauro Boselli, della serie Dampyr, per la quale produce anche le sceneggiature, ed altre cose fantastiche sul Far West negli Almanacchi Tex.

E come non ricordare Luca Crovi, collaboratore sin dal 1991, responsabile delle belle tavole anche negli Almanacchi, di cui è curatore, e nei Texoni. Luca ci ha invitati ad assistere il giorno successivo al lancio del suo ultimo libro “Tutti i colori del giallo” nella più famosa libreria di Milano.
Davanti a tutti questi personaggi fantastici è stata da ridere la “caccia all’autografo” che ho lanciato con ciascuno di loro, e tutti mi hanno regalato delle belle dediche intonate al momento incredibile che stavo vivendo in loro presenza.
Durante la visita, Sergio Bonelli di persona è andato nella Centrale dove si conservano e distribuiscono le riviste ed ha preso per me i Tex più recenti, i maxi Tex, tra cui il celebre Oklahoma, ed alcuni Texoni, autografandomi una copia del Tex 500.
Dopo avere conosciuto tutti questi personaggi illustri sono stato invitato ad assistere ad una riunione di lavoro alla presenza di Sergio Bonelli, Decio Canzio, Mauro Boselli, Mauro Marcheselli, Ornella Castellini, la simpatica segretaria amministrativa, oltre ovviamente a Dorival Vitor Lopes e Jùlio Schneider. Per un’ora e mezza sono stati trattati temi ad alto livello, con enfasi sulla strategia delle riviste Bonelli in Brasile ed in Italia, tirature nei due Paesi, le ragioni della scelta dei vari personaggi Bonelli per l’uscita in Brasile e così via…
In questa riunione tutto lo staff Bonelli ha complimentato Dorival e Jùlio per le spiegazioni e la strategia seguite in Brasile per la produzione Bonelli e si sono mostrati molto interessati e soddisfatti su tutto quanto hanno udito: la riprova sono state le numerose domande fatte. Alla fine anche Jùlio è stato complimentato per il suo ottimo Italiano.
Per quanto mi riguarda, il momento topico di questa riunione è stato nel vedere le risate della direzione quando Jùlio ha pensato di raccontare qualche barzelletta durante la riunione! Barzellette molto carine che hanno disteso ancora di più il clima. Un momento importante della riunione, che non posso tralasciare di raccontare, è stato quando Mauro Marcheselli ha chiesto a Jùlio come faceva a tradurre i giochini di parole che egli scrive per Groucho, che non avevano lo stesso effetto in portoghese. E Jùlio ha risposto che, in questi casi, “creava” le sue proprie frasi.
Al che sia Mauro Marcheselli che Decio Canzio e Sergio Bonelli hanno approvato ed hanno fatto i complimenti, dato che i giochini di parole di Groucho in portoghese erano ugualmente eccellenti !
Quarto giorno – martedì 17 settembre 2002
Abbiamo iniziato la giornata visitando il Castello Sforzesco, uno degli altri simboli di Milano. Costruito nella seconda metà del secolo XIV e distrutto durante la Repubblica Ambrosiana, la sua ricostruzione fu completata già all’inizio della seconda metà del secolo XV; il castello divenne una residenza lussuosa, un patrimonio artistico e splendido.
Abbiamo quindi passeggiato un po’ per la città e dopo pranzo siamo ritornati alla Casa Editrice, dove questa volta ho conosciuto un’altra persona meravigliosa: Mario Faggella, responsabile del sito WEB ed attualmente anche sceneggiatore, dato che un suo soggetto di Dampyr è stato approvato; adesso sta lavorando sul secondo, a conferma del suo impegno e delle qualità che possiede, dato che non è facile entrare nel gruppo dei soggettisti della S.B.E. Mario mi ha fatto un regalo meraviglioso: tre Tex Giganti a colori della Mondatori.
Nella editrice c’era anche Moreno Burattini, uno dei responsabili del successo di Zagor negli ultimi anni. Insieme a Borselli, Moreno comanda le nuove saghe dello Spirito della Machadinha. Abbiamo passato un pomeriggio molto gradevole nella editrice ed abbiamo ricevuto in dono diverse riviste di Tex e Zagor, così come alcune edizioni speciali di Aquila della Notte. Ovviamente abbiamo approfittato della situazione per raccogliere gli autografi delle persone che ci mancavano…
Verso la fine della giornata siamo andati a vedere la presentazione del libro di Luca Crovi, accompagnati da Sergio. Nemmeno da dire che il lancio è stato un successone: l’auditorio era completamente pieno, il che ha riempito d’orgoglio Sergio, che adora il simpaticissimo Luca Crovi; e questo ragazzo non ha perso la sua modestia, nonostante che sia già così famoso.
Naturalmente – e non poteva essere diversamente – Sergio Bonelli ha dovuto andare al tavolo d’onore a dire qualche parola, il che, a causa del suo modo di essere, ha animato il pubblico, che non la smetteva più di ridere. E lì siamo riusciti a conoscere l’unico Tex in carne ed ossa esistito sino ad oggi: il famoso Giuliano Gemma, che ha interpretato il nostro eroe nel film “Tex e il Signore degli Abissi”, l’unico film di Tex sinora realizzato, il quale presentava il suo lavoro più recente: “Giovanna la Pazza”.
Dopo questo evento siamo andati a cena nuovamente in compagnia dell’editore italiano, ma questa volta era presente anche Moreno Burattini, che, come noi, ha ascoltato dalla viva voce di Sergio le storie da lui vissute in Amazzonia, dove tra l’altro arrivò anche ad essere imprigionato in un posto lontano dalla civiltà (questa avventura ce l’ha raccontata in un eccellente portoghese); ci ha raccontato anche di tutti i tentativi infruttuosi fatti per riuscire a telefonare a Milano, tentativi per completare i quali, poiché si doveva passare attraverso centrali telefoniche di tante città diverse, occorrevano ore ed ore !!!
E cosa dire del fatto di udire dalla viva voce di Sergio il modo in cui fu presente alla nascita di Tex, quando condivideva la stanza con il grande Galep? Avevo già letto questa storia, ma adesso posso dire di averla sentita dalla sua bocca…E’ stato piacevole anche ricordare con lui la finale della Coppa dei Campioni Europei del 1964 giocata allo stadio San Siro, quando l’Inter di cui egli è tifoso vinse la mia squadra, il Benfica; finale di cui Sergio ricorda perfettamente - dato che assistette a questo evento - tutte le varie peripezie di questa partita storica per ambedue le squadre…
Dopo la cena abbiamo accompagnato Moreno Burattini a casa sua a Milano, mentre Sergio ci ha portati con la sua auto fino all’hotel.
Qui giunti Sergio, mentre chiacchierava con noi, ha chiesto al receptionist dei fogli dell’albergo su cui ha scritto, in bella scrittura, una dedica specialissima autografata per me e per Jùlio. Una serata gradevolissima che non potremo veramente dimenticare mai e poi mai.
Quinto giorno – Mercoledì, 18 settembre 2002
Abbiamo iniziato la giornata con la visita al deposito di riviste della Sergio Bonelli Editore, sito a Turate, in provincia di Como, via Puecher 30, guidati da Davide Bonelli e Giulio Terzaghi. Nel deposito di circa diecimila metri quadrati vi sono milioni di riviste, che hanno deliziato gli occhi di noi che abbiamo avuto la felicità di potervi entrare. Ci sono 300 esemplari di ogni numero di tutte le edizioni uscite dalla Casa Editrice sino ad oggi. Questi esemplari non sono in vendita e sono rinchiusi in scaffali sigillati affinché nessuno possa prenderne anche un solo esemplare.
In questo deposito abbiamo visto anche la “sala del Tesoro”, cioè una stanza blindata chiusa con sette chiavi, dove sono conservate tutte le copertine originali ed i disegni che gli autori hanno lasciato nella Casa Editrice. Abbiamo visitato anche la stanza dove sono tutti gli originali mandati in stampa, necessari per le Ristampe, anch’essi in una stanza con accesso riservato.
In un’altra stanza c’erano conservati, in legno dipinto, tutti i personaggi Bonelli a grandezza naturale, sempre pronti per essere inviati alle varie mostre realizzate in tutta Italia di tanto in tanto. Non ho potuto fare a meno di approfittare dell’occasione per farmi fare una foto fra Tex ed il suo nemico ancestrale Mefisto…
Nel deposito di Turate funziona tutto il processo di vendita delle riviste in tutto il mondo ed a giudicare dal numero di persone che lavora alla spedizione e negli uffici si può dire proprio che gli affari vanno molto bene, dato che ogni giorno arrivano molte richieste di numeri arretrati. Verso la fine della visita ci sono stati regalati alcuni souvenirs, tra cui alcuni fumetti di Tex, alcune spille ed anche un puzzle di Tex da 250 pezzi.
Di ritorno alla Editrice, Moreno Burattini ha dimostrato ancora una volta di essere una persona meravigliosa: mi ha regalato una tavola originale fatta da Alessandro Chiarolla per un’avventura di Zagor ed anche alcuni disegni avulsi di Tex, tra cui un disegno inedito di Carlo Raffaele Marcello, che avrebbe dovuto uscire nel Tex italiano n° 418 dell’agosto 1995 “Morte sul Fiume”, ma poi inutilizzato. Nell’edizione brasiliana questo disegno avrebbe dovuto apparite a pagina 58 del Tex n° 330 “Marcados para Morrer”. Un autentico pezzo unico, per me preziosissimo.
E purtroppo è arrivato il momento di separarci da tutte quelle persone, e soprattutto da Sergio Bonelli, una persona incantevole che ci ha sorpresi in ogni momento. Cordialissimo, ci ha salutati con un grande abbraccio, sperando che ci possa essere presto un altro incontro.
Dopo pranzo siamo andati a prendere l’auto che avevamo preventivamente noleggiato per andare a Chiavari, dove eravamo attesi dal disegnatore Ivo Milazzo. Durante il viaggio ci siamo fermati a Genova, bellissima città di antica tradizione marinara e per questo legata da secoli al Portogallo. Continuando il viaggio ci siamo fermati ancora a Rapallo, dove c’è il ristorante “da u’ Gianco” del simpatico ed affezionato Fausto Oneto, che purtroppo non abbiamo potuto conoscere perché il locale era chiuso per riposo: ci siamo consolati facendo qualche foto all’esterno.
Solamente verso sera siamo arrivati a Chiavari per incontrare Ivo Milazzo che ci stava aspettando nel luogo dove avevamo appuntamento. Un altro momento storico di questa avventura: abbracciare il grande Milazzo; siamo andati a prendere qualcosa in un bar in sua compagnia.
Dopodiché siamo andati a cena tutti insieme ed ancora una volta abbiamo passato una serata memorabile a chiacchierare. Oltre a conoscere meglio questo grande creatore di fumetti, Milazzo ci ha messo a parte di parecchie novità e di alcuni suoi progetti, mostrandosi anche persona molto simpatica ed attenta, a riprova del fatto che coloro che lavorano in questo ramo…sono così.
Terminata la cena, Milazzo ci ha condotti a visitare Portofino, incastonato in una piccola baia dominata dal Monte omonimo, uno dei paesaggi più belli ed unici della Riviera Ligure di Ponente. In mezzo al verde, le case policrome che formano questo delizioso porto di pescatori creano un allegro contrasto con la trasparenza del mare azzurro.
Milazzo ci ha detto che Portofino è uno dei porti più belli d’Europa e che è un villaggio in cui chiunque si fermi a visitarlo desidera stabilirvisi; pochi però sono quelli che possono permetterselo in quanto, anche per via della sua bellezza unica, c’è un tenore di vita molto elevato, come abbiamo potuto constatare.
Sesto giorno – Giovedì, 19 settembre 2002
La sveglia era prenotata per le 8, dato che avevamo in programma un lungo viaggio verso Pisa passando da Firenze. A quell’ora Milazzo era già ad attenderci alla reception dell’albergo per offrirci la colazione. Stavamo andando a piedi verso il bar quando all’improvviso Milazzo entra in una cartoleria e ne esce con un foglio di carta da disegno ed un pennarello.
Senza dire una parola si ferma davanti ad un bar davanti allo splendido Mar Ligure e disegna con una facilità impressinante Ken Parker e mi regala il disegno su cui ha apposto una dedica speciale…un altro dei momenti più emozionanti di questo viaggio. Pensate, un disegno autografo del Milazzo…lo farò incorniciare senz’altro!
Dopo questo momento impagabile, un altro saluto e ci siamo diretti verso Firenze, città di arte e cultura, ove hanno vissuto, tra gli altri, geni come Leonardo da Vinci e Galileo Galilei. Proseguendo il viaggio siamo arrivati a Pisa, nota per avere la Torre più famosa, uno dei monumenti più conosciuti nel mondo occidentale.
Siamo saliti sulla famosa Torre Pendente, situata in Piazza del Campo, detta anche “Piazza dei Miracoli”, su cui sorgono anche la sontuosa Cattedrale ed il Battistero. Il Duomo (o Cattedrale) è accanto alla Torre: ha i portoni di bronzo decorati con rilievi scolpiti con racconti di storie religiose e della conquista della città. Oltre alla Cattedrale c’è anche il Battistero, dove i bambini vengono battezzati ancora oggigiorno.
Per quanto riguarda l’inclinazione della Torre, abbiamo constatato dal vivo che è impressionante: pende di cinque metri dall’altezza massima dei suoi 58,5 metri ed è un vero mistero che stia ancora in piedi e che la si possa ancora visitare in piena sicurezza (come ci è stato detto…).
Verso sera abbiamo avuto il piacere d’incontrare Marco Gremignai, responsabile della sezione internazionale del sito UBC nonché amico personale di Jùlio, che ci ha invitati a cena in una trattoria tipica toscana, con cibi squisiti da noi molto apprezzati. Anche qui la conversazione è stata estremamente coinvolgente ed interessante.
Dopo cena, Marco ci ha portati a vedere il panorama notturno della Torre, che, tutta illuminata, è apparsa ancora più bella.
Settimo giorno – Venerdì 20 settembre 2002
Alla mattina tempo libero per girare un po’ la città e fare gli ultimi acquisti. Abbiamo conosciuto meglio questa città universitaria di grande interesse storico e culturale, nel cuore della Toscana. Oltre alla famosa Torre ed alla Piazza dei Miracoli, Pisa è culla di numerose opere d’arte che la rendono una delle città più interessanti della regione.
All’ora del pranzo Marco Gremignai è tornato a trovarci all’albergo ed abbiamo così potuto godere ancora un po’ della sua gradevole compagnia. Dopo aver mangiato Dorival ed io abbiamo salutato Marco e Jùlio Schneider che restava ancora una settimana in Italia: avrebbe passato la giornata con Marco, il giorno dopo sarebbe andato a Firenze a casa di Moreno Burattini per rientrare il lunedì successivo a Milano con lui e stare ancora un po’ con Sergio Bonelli ed il personale della Editrice.
Siamo arrivati a Milano verso sera e lì ci attendeva ancora una bella sorpresa per concludere con una chiave d’oro questa avventura. All’Hotel Berna c’era un messaggio di Gianni Petino, che diceva di essere rientrato a Milano dalla Turchia e che era a nostra disposizione.
Lo abbiamo contattato immediatamente ed abbiamo concertato un ulteriore incontro “texiano - internazionale” fra Gianni e me, con la testimonianza e la partecipazione di Dorival. Abbiamo aspettato nelle nostre stanze l’arrivo di questo amico che abbiamo ammirato attraverso i grandi contatti e messaggi che il mondo meraviglioso di Internet ci consente.
Siamo scesi appena Gianni è arrivato e con un grande abbraccio abbiamo sigillato questo incontro altrettanto storico ed importante delle nostre vite. Conoscere il grande “Kit Carson” del Gruppo BonelliHQ, il nostro caro amico Gianni, è stato un sogno che diventava anch’esso realtà.
Siamo rimasti affascinati dalla simpatia di questo amico, che ha uno spirito giovane ed allegro, contagioso, che parla un portoghese fluente, con nostra ammirazione, dato che non ha contatto diretto con la nostra lingua da oltre vent’anni. Anche Dorival è stato molto contento di conoscere questo italiano affettuoso che ha conquistato i nostri cuori con la sua simpatia.
E siamo certi che anche a Gianni Petino è piaciuto molto questo incontro che tutti e due avevamo timore di non riuscire a realizzare per motivi imponderabili, ma grazie al Cielo tutto è andato bene. Gianni aveva portato con sé, dal suo viaggio in Turchia, due Tex e me ne ha regalato uno con una dedica personale per registrare per sempre questo momento.
Ottavo giorno – Sabato, 21 settembre 2002
E’ il giorno del ritorno. Io ritorno in Portogallo e Dorival in Brasile. Dovevamo trovarci all’aeroporto di Linate molto presto, perché l’aereo partiva alle sette della mattina (!). E qui è successa l’unica negatività di questa splendida avventura: al momento di caricare le valigie verso casa, come prevedevamo, ci è stato rilevato un eccesso di bagaglio, a causa dei generosissimi regali di cui siamo stati oggetto in questa visita alla Sergio Bonelli Editore.
In tutto, poco meno di diciassette chili oltre la franchigia. Però l’addetto della TAP all’aeroporto si è mostrato più che comprensivo nei nostri confronti e ci ha fatto pagare soltanto per cinque chili di eccedenza (ma non ditelo in giro, mi raccomando…) Abbiamo pagato, anche se con un certo piacere, visto il tesoro che stavamo portando nelle nostre valigie. Il viaggio aereo non ha avuto altri incidenti e così ne abbiamo approfittato per rimetterci in regola con il sonno, visto che la sveglia era suonata alle 5 della mattina.
All’aeroporto c’erano le nostre mogli che ci aspettavano con ansia, insieme a mia figlia Andreia, da cui non mi ero mai separato prima per più di un giorno e adesso, per la prima volta, ero stato via per una settimana intera !! Ma il tempo da dedicare ai saluti ed ai ringraziamenti per questo sogno trasformato in realtà era pochissimo, dato che l’aereo per San Paolo sarebbe decollato di lì a poco.
I saluti sono stati dolorosi, dopo la bella settimana passata con Dorival e Jùlio, due compagni di viaggio magnifici, con i quali ci siamo lasciati ripromettendoci di ripetere l’incontro al più presto. L’editore brasiliano ha dunque proseguito per San Paolo, mentre noi verso la nostra casa, dolce casa, con tutti i regali che ho portato da questa meravigliosa avventura di sogno…
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