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I fumetti di Bonelli


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Diário As Beiras, 15 Febbraio 2003
Jornal Impresso de Portugal
Testi Di João Miguel Lameiras

Quando parliamo di fumetti italiani, la maggior parte dei lettori portoghesi li associa immediatamente ai mostri sacri Hugo Pratt, Milo Manara, Lorenzo Mattotti, Vittorio Giardino, Sergio Toppi o Guido Crepax. Ma la verità è che il nome più altisonante della fumettistica italiana d'attualità non è di nessuno di questi prestigiosi autori, bensì di un editore, Sergio Bonelli, che ha costruito un vero e proprio impero editoriale, la cui reale dimensione è ancora sconosciuta in Portogallo, dove solo recentemente è arrivata in via continuativa la serie "Tex", un Western Spaghetti creato da Gianluigi Bonelli, padre di Sergio, nel 1948.

Il segreto dei fumetti (in portoghese: B.D. - Banda dessinada) di Bonelli consiste nel fornire ai lettori, ad un ritmo mensile, delle edizioni a prezzo accettabile, in piccolo formato, con molte pagine.

Questa ricetta, che riesce ad unire una produzione quasi industriale - con la capacità di lanciare sul mercato oltre mille pagine al mese - ad una qualità molto ragionevole, è nata come reazione al boom delle TV private negli anni 70, cosa che aveva procurato una crisi nel mercato del fumetto.

Di fronte ad una televisione che offriva programmi gratuiti per tutti i gusti, Bonelli optò per proporre ai propri lettori delle vere e proprie storie grafiche di circa cento pagine, in grado di catturare l'attenzione del lettore anche per oltre un'ora intera e che sono supportate dalla notevole capacità produttiva di una serie di sceneggiatori di talento alleati ad una pletora ancora più grande di disegnatori.

La reazione dei lettori italiani a questa nuova forma di fumetto è stata entusiastica: alcune riviste di Bonelli hanno raggiunto tirature vicine al mezzo milione di esemplari, oltre alla continua ristampa dei numeri più vecchi, il che porta alla impressionante cifra di mediamente 25 milioni di copie vendute ogni anno, cosa possibile solamente grazie ad un pubblico eterogeneo, non ristretto agli abituali adolescenti, ma che ingloba anche quadri medi ed universitari, senza tralasciare intellettuali come Umberto Eco.

Oltre ad essere un fenomeno marcatamente italiano, le serie di Bonelli hanno avuto un successo internazionale, visto che sono presenti anche sul mercato nordamericano (attraverso la Dark Horse), francese e brasiliano. Ed è proprio dal Brasile che ci arriva una serie di titoli molto rappresentativi della qualità e della diversificazione dei fumetti Bonelli. 

Se una serie come quella di Tex ha sempre avuto un grande successo in Brasile (ed anche in Portogallo, dove gli eccessi della produzione brasiliana erano distribuiti con regolarità), adesso la Mythos editrice, che ha sostituito la Globo come editrice della Bonelli in Brasile, ha deciso di appoggiarsi anche ad altri personaggi emblematici (e, secondo me, superiori) come "Martin Mystère" o "Dylan Dog". 

E così, in un'unica infornata, sono arrivati nelle edicole portoghesi non solamente il vecchio "Tex", ma anche i numeri "1" di cinque nuove serie: "Mister No", Magico Vento", Nick Raider", Dylan Dog" e "Martin Mystère".

Non posso parlare di "Mister No" in quanto non l'ho ancora letto, ma gli altri titoli meritano un occhio attento, anche dal lettore di fumetti statunitensi e franco-belgi. Iniziamo con "Magico Vento", un western soprannaturale, il cui protagonista è un meticcio che ha perduto la memoria, ma che ha acquisito il dono della preveggenza, e la cui grande attrattiva è la matita dello spagnolo Josè Ortiz. 

Disegnatore veterano, con una carriera di successo alle spalle costruita fra Spagna e U.S.A., Ortiz è ormai un habitué dei western della Bonelli sin da quando, nel 1993, ha illustrato un Tex annuale (ved. "Diàrio As Beiras" dell'11/3/95), diffondendo poi il suo talento nelle riviste mensili del popolare cowboy. 

In questo caso, senza peraltro attingere ai ricordi di questo suo primo lavoro, Ortiz dà prova del suo talento grafico e del suo ottimo senso narrativo, in cui brillano l'uso drammatico del chiaroscuro ed il grande dinamismo delle scene d'azione, pianificate in maniera dinamica.

Ed anche "Nick Raider", un poliziotto negro creato da Claudio Nizzi, ha un disegnatore poco avvezzo a queste cose, l'italiano Ivo Milazzo, che lascia temporaneamente le selvagge pianure di "Ken Parker" (un western intimista eccellente, scritto da Giancarlo Berardi, purtroppo poco noto a noi portoghesi) per la città di New York, senza risultati eclatanti, in quanto il tratto quasi abbozzato di Milazzo riflette un ritmo di lavoro troppo veloce, ma che non si ripercuote negativamente nel suo impeccabile senso narrativo.

Se nelle serie sopra menzionate il disegnatore era l'attore principale, nel caso di "Martin Mystère" e "Dylan Dog" la maggior parte del successo va ascritta agli autori Alfredo Castelli e Tiziano Sclavi. Nel primo, Castelli mostra la sua cultura in una storia con solide basi documentate, che avanza una curiosa spiegazione circa l'origine dei tarocchi, mentre il tratto classico di Ricci sostituisce efficacemente Alessandrini, il disegnatore principale della serie. 

Da ultimo ecco quella che, secondo me (ed anche secondo milioni di lettori italiani), è la serie migliore: "Dylan Dog", il detective del soprannaturale creato da Tiziano Sclavi, ma di questa parleremo in un'altra occasione. Ed anche se la storia scelta per questo numero 1, che risolve una serie di dubbi sciolti, possa essere qualosa di incomprensibile per quei lettori che scoprono Dylan Dog per la prima volta, questa è una serie da non perdere, soprattutto per coloro che amano le storie di terrore piene d'immaginazione e ben raccontate.

Bisogna pertanto stare attenti sin da ora alle edicole, per non lasciarsi sfuggire questi "fumetti" della Editrice Bonelli portatici dalla Mythos e che provano una volta di più che il fumetto di qualità non deve essere per forza lussuoso e caro. E, in un'epoca di crisi come quella che stiamo vivendo, i lettori certamente ringraziano.

"Martin Mystere" nº 1, di Alfredo Castelli e Angelo Ricci, Mythos Editora, 98 pagine, 2,50€

"Mágico Vento" nº 1, di Manfredi e Ortiz, Mythos Editora, 98 pagine, 2,50€

"Nick Raider" nº 1, di Claudio Nizzi e Ivo Milazzo, Mythos Editora, 98 pagine, 2,50€

"Dilan Dog" nº 1, di Sclavi e Stano, Mythos Editora, 98 pagine, 2,50€

Copyright:
© 2003 Diário As Beiras; João Miguel Lameiras 

Traduzione:
Gianni Petino (corrispondente Portale TEXBR, Milano, Italia).

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