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Per cominciare, i tuoi dati: nascita, studi e
professione.
Claudio
Villa:
Sono nato a Lomazzo,
vicino a Como, il 31 ottobre 1959. Diplomato al Liceo Artistico e
disegno fumetti.
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Quando ti sei reso conto di saper disegnare? E quando
hai saputo che il tuo futuro era quello di essere un disegnatore
professionista?
Claudio
Villa: Ho
sempre voluto disegnare, ho sempre disegnato. Avevo tre anni e
disegnavo sullo scatolone dei giocattoli. Avevo chiara in mente l’idea
di fare il disegnatore di fumetti. Un sogno che, grazie a Dio, è
diventato realtà. Per riconoscenza verso di Lui cerco di fare questo
lavoro nel miglior modo possibile.
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Come sei entrato a far parte dello staff della Sergio
Bonelli Editore? Qual è stato il tuo primo lavoro?
Claudio
Villa: Nell’80.
Io, a quell’epoca lavoravo (era il debutto) per le edizioni LUG, che
avevano accettato un principiante come me per una miniserie
intitolata "Enguerrand e Nadine". Franco Bignotti, un professionista
a cui devo gran parte del mio bagaglio professionale, mi ha proposto
a Bonelli. Alfredo Castelli stava selezionando proprio in quel
periodo lo staff per Martin
Mystère. Dopo una prova su sceneggiatura
di Castelli sono stato "messo all’opera" su quella che considero la
mia prima vera storia professionale, piena di errori e ingenuità :"
Il teschio del Destino": Martin
Mystère 11.
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Come analizzi l'evoluzione della tua carriera?
Claudio
Villa: Da
allora sono passati ormai 26 anni: una vita. Non sono più "quel"
ragazzo, non sono ancora quello che sarò domani. Cerco ancora oggi
quello che non ho ancora scoperto sotto la pagina bianca di una
nuova tavola da fare. Cerco ancora di stupirmi con nuovi punti di
riferimento. Tecnicamente ho capito che non è importante saper
disegnare bene, quanto saper comunicare. Un disegno tecnicamente
perfetto può essere freddo e lontano. La mia ricerca va nel senso di
una pulizia di segno (per farsi capire) e una immediatezza di
inquadratura e dinamismo della vignetta. Ma quasi mai riesco a fare
quello che ho in mente. Sono il primo critico di me stesso e questo
mi permette di non "addormentarmi" mai su una strada che rimane
ancora da scoprire. Spero di rimanere "bambino" quanto basta per
entusiasmarmi ad ogni nuova scoperta.
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Qual è stata la sensazione che hai provato quando hai saputo che
saresti stato il successore di Aurelio Galleppini sulle copertine di
Tex? E cos'hai provato quando è uscito Tex n. 401, il primo con una
tua copertina?
Claudio
Villa: E’
stata drammatica. Tex è un monumento nazionale e non solo. I lettori
si sono affezionati al segno che l’ha reso popolare in quarant’anni
di storia. Partire da lì era un bel rischio. Mi chiedevo se i
lettori, davanti alle mie copertine, avrebbero riconosciuto lo
stesso Tex che si portavano nel cuore . Mi sono messo al servizio
del Mito. La prima copertina è stata molto sofferta: sentivo di non
poter reggere il confronto con Galep. Ma anche quelle che sforno
oggi non sono meno "facili", cercando di non ripetere situazioni
simili, ad ogni copertina si fa sempre più fatica. Adesso, dopo
centocinquanta copertine, vedo che il lettori non si sono
dimenticati di lui.
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Fare le copertine e le storie del Ranger sono i lavori che privilegi
di più?
Claudio
Villa:
Sei sempre in edicola, anche se con un disegno solo e questo conta.
Ma fare le copertine prende molto tempo e questo non aiuta la storia
che stai disegnando.
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Quale sono le tue fonti d'ispirazione per disegnare le copertine
texiane?
Claudio
Villa:
Prima di tutto il lavoro del disegnatore della storia in questione.
Poi il viaggio a fianco a Tex nel mondo dell’Avventura: stargli
"vicino" fa sentire il taglio giusto per raccontare quello che
affascina e stupisce di un eroe come lui. Renderlo credibile e
realistico è un contributo del materiale fotografico del mio
archivio.
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Le scene delle copertine devono per forza raffigurare il contesto
della storia?
Claudio
Villa: Non
sempre. Se si è meglio, ma anche Galep ha fatto copertine "generiche" splendide.
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Nelle copertine e storie di Tex hai mai utilizzato dei volti di
persone reali, quali familiari, amici o colleghi?
Claudio
Villa:
Nelle copertine una sola volta, non era un familiare, ma un amico.
Nelle storie un paio, compreso un omaggio a Ticci. Ma cerco di non
esagerare, si vede troppo la differenza.
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Fisicamente, il "tuo" Tex somiglia a qualcuno che conosci o hai
conosciuto?
Claudio
Villa: Sono
sempre alla ricerca del "ritratto" ideale di Tex. Non riesco però a
trovare un modello fisico "giusto". Tex deve ispirare forza e calma,
determinazione e carattere, sapienza e sicurezza, ironia e
esperienza. Non è facile trovare in giro qualcuno che gli assomigli:
il disegno deve raccontare al lettore tutte le sue qualità e la
realtà e troppo "povera" di personaggi che le abbiano tutte insieme.
Ogni giorno si scopre un particolare che può essere disegnato "meglio" e che lo
"descrive" più in profondità.
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Cosa diresti a Tex se saltasse fuori della carta e prendesse vita?
Claudio
Villa: "Preferivo immaginarti..."
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Quali sono le caratteristiche immutabili di Tex, ovvero la sua
essenza, quella che mai si potrà cambiare?
Claudio
Villa: Il
senso dell’amicizia, che fa del quartetto, visto dai banditi, "i
più rognosi rompiscatole che siano mai apparsi sulla faccia della
terra".
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Due scelte per la più bella copertina: quella di Galep e quella tua.
Claudio
Villa: Di
Galep "Chinatown", la mia spero la prossima. Anche se ho un debole
per "la maschera dell’orrore".
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Il Tex sulla copertina di "CVilla - Sogni, segni e disegni" è stato
ispirato al Superman di "Superman Forever". Alex Ross è il tuo
disegnatore preferito?
Claudio
Villa: Alex
Ross mi ha salvato da un momento di vuoto creativo. Non avevo più
punti di riferimento, ho visto il suo lavoro e la "macchina da
disegno" si è rimessa in moto. Lo considero un grande, quello che mi
ispira di lui è "lo spirito" del suo lavoro. E’ al servizio del
Mito, del Bello, dell’Ideale. In quella copertina c’era anche Batman
(i guanti) , un altro "amore" giovanile mai dimenticato.
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Ancora sull'argomento: qual è il tuo disegnatore preferito dello
staff texiano? E la tua storia preferita del Ranger più amato del
West?
Claudio
Villa:
Dopo Galep, Ticci e Civitelli. La storia che rillego ancora come se
fosse la prima volta è "Sulle piste del nord".
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Tex Willer è il personaggio che ti piace di più?
Claudio
Villa: E’
la colonna portante, senza di lui c’è il vuoto.
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Attualmente stai disegnando una storia di Tex. Hai già fatto quante
tavole? E quando è prevista l'uscita di quest'avventura?
Claudio
Villa:
Sono circa a tavola 100, sono 220 in tutto per cui sono a metà.
Uscirà quando sarà finita. (risate)
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Riguardo questa nuova storia, cosa diresti ai fan più ansiosi?
Claudio
Villa: E’
scritta da Boselli ed è piena di azione. A me piace un sacco. Basta?
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Parlaci degli aspetti positivi e negativi del tuo lavoro su Tex.
Claudio
Villa: Il
bello è disegnare il west. Il brutto è farlo con alle spalle il
confronto con i grandi disegnatori. Il bello è disegnare Tex, il
brutto è il tempo che ci si mette a disegnare il cappello, il
cinturone, le pistole, le pallottole, gli speroni. Porta via molto
tempo: sbagliare qualche proporzione in qualcuno di questi
particolari può far sembrare Tex meno credibile.
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Cosa ti ha dato Tex, oltre ai profitti professionali?
Claudio
Villa: Tex
ti fa popolare, ti conoscono in tanti se dici "disegno Tex", ma se
non lo fai bene è tutto inutile.
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Disegni texiani dai tuoi ammiratori: li ricevi sempre?
Claudio
Villa: Si,
non molti, ma sono arrivati.
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A molti collezionisti i pupazzi della Hachette non sono piaciuti.
Hai disegnato tu i modelli per qualche statuina de "Il Mondo di
Tex"?
Claudio
Villa: Le
prime due: Tex e Carson. Per gli altri hanno usato i disegni "ufficiali".
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Come vedi il futuro di Tex e dei fumetti?
Claudio
Villa:
Finchè ci sarete voi a leggere, noi saremo qua a scrivere e
disegnare.
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L'editore Sergio Bonelli ha detto che "Blueberry è il fratello
francese di Tex". Qual è la tua opinione sul capolavoro di Charlier
e Giraud?
Claudio
Villa: Un
capolavoro, raccontato bene. Più "film" e meno "telefilm".
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Cosa ci puoi dire circa il lavoro che stai facendo per la Marvel?
Come è avvenuto l'invito? Quali personaggi stai disegnando? Quante
pagine avrà la storia? Di chi è il soggetto?
Claudio
Villa:
L'invito è stato molto semplice: mi hanno contattato chiedendomi di
disegnare una storia. Rispondere non è stato facile: il mio impegno
con Tex è importante e impegnativo... la paura di non essere adatto...
il poco tempo a disposizione. Ho fatto presente tutte queste cose,
insieme alla voglia di disegnare supereroi (altra mia passione oltre
al western). Abbiamo trovato un accordo sui tempi di consegna e così
il progetto è partito. La storia è stata scritta da Tito Faraci, è
lunga 46 tavole e prevede il ritorno di uno storico nemico di Devil
(ormai sono "specializzato" in "ritorni", dopo Mefisto); guest star:
Capitan America. Però è un lavoro faticoso, perchè ho Tex che mi
punta la colt alla tempia.
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Ci sarebbe qualche personaggio che gradiresti disegnare?
Perché?
Claudio
Villa:
Superman e Batman. Li leggevo da piccolo. Il loro costume mi ha
sempre affascinato.
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Il calcio, così come i fumetti, è una grande passione. Ti piace
questo sport? Sei tifoso di qualche squadra italiana?
Claudio
Villa: Non
sono appassionato di calcio. Soffro di indigestione: abbiamo partite
quasi ogni sera. Mi piace l’automobilismo.
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Brasile e Portogallo sono due bei paesi. Pensi di farci una visita,
un giorno?
Claudio
Villa: Mi
piacerebbe, ma trovo difficile riuscire a visitarli davvero.
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Claudio, a nome del Portale TEXBR, grazie mille per l'intervista!
Claudio
Villa:
Grazie a voi per l’affetto!
A presto.
Claudio Villa
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